A cosa servono le fiabe? E perché riprodurle attraverso uno spettacolo ? I bambini, non appena vedono un teatrino o delle marionette, si predispongono ad un naturale ascolto, requisito necessario per ogni sano apprendimento; come se volessero assorbire ogni minimo dettaglio della storia che sarà loro proposta e con le informazioni dei dialoghi, delle scenografie, dei costumi, volessero portare a casa il ricordo delle emozioni suscitate. Ebbene si può.
Portando direttamente il teatrino a casa, magari nella propria cameretta. E con questo, giocare; per sviluppare l’immaginazione, la fantasia creativa e l’empatia, identificandosi nelle storie dei protagonisti a cui daranno vita. I burattini o le marionette, nei loro teatrini, prenderanno vita e potranno certamente riprodurre la storia nota al bambino ma anche riproporla in una chiave più moderna, più attuale e più vicina a ciò che il bambino vorrà esprimere di sé , al mondo.
Il burattino appartiene al teatro di movimento ovvero quella tipica arte teatrale che impiega non solo i burattini ma anche le marionette, i pupazzi, come protagonisti dell’ esibizione teatrale. Tuttavia, per la sua facilità e la sua prontezza espressiva, la tecnica che si è più diffusa è quella del burattino a guanto in cui l’animatore indossa la mano in tessuto, dando vita al protagonista dello spettacolo che diviene uno strumento di mediazione facilitata fra adulto e bambino in quanto incoraggia il confronto nel gruppo, facilita l’identificazione nei personaggi o ne riconosce eventuali distanze e da questi elementi, promuove il dibattito post spettacolo.
Per questi motivi, ma anche per molti altri immaginabili, è buona cosa invogliare i bambini al gioco del teatrino. Che scelgano marionette o burattini poco importa, purchè si esibiscano negli spettacoli che preferiscono e diano vita ad immaginazione ed espressività.
Nel mondo ludico, in tanti sono i brand di giocattoli che si sono cimentati nella riproduzione di teatrini, burattini e marionette; abbiamo voluto però selezionare quelli che, a nostro avviso, sono risultati come i più adatti, e senza dubbio, più apprezzati dai piccoli astanti.
Bindi Giochi è una casa produttrice di giocattoli, da sempre attenta al campo dell’arte e dell’improvvisazione; produce infatti molti giochi utili al fine di stimolare i bambini in questa direzione. Grazie ai colorati e funzionali teatrini per bambini, scelti da Bindi Giochi, il bambino potrà mettere in scena in ogni momento le sue doti artistiche e teatrali.
Nemmer, a tal proposito, ha ideato un grande teatro in legno per bambini con tanto di tendine rosse, pronte ad aprirsi ed emozionare il tuo piccolo. Un’idea originale da adoperare anche in occasione di feste di compleanno o ricorrenze speciali per rendere più calda e divertente una semplice serata.
Haba invece propone il teatro tenda di maggiore semplicità e gestione; può infatti attaccarsi attraverso le intelaiature della porta e avviare il gioco da un minuto all’altro.
Quando si proferisce di spettacoli non si deve limitare l’immaginazione ad un solo campo di performance; il teatro per burattini a dita targato Moulin Roty, è una possibile soluzione di divertimento; curato nei minimi dettagli è anche il teatro delle ombre cinesi della stessa casa, Moulin Roty.
I burattini, indipendentemente dalle marche di riferimento, sono giocattoli importanti perché in grado di tenere viva l’attenzione dei piccoli, aiutandoli del graduale processo di coinvolgimento grazie alla varietà di personaggi che si intervallano sulla scena. Le storie, se semplici e ben enunciate, risuonano come esperienze vissute da personaggi che entreranno in scena, dunque saranno credibili agli occhi del piccolo pubblico che, così, potrà farne tesoro. Per questo, spesso i burattini e le marionette, sono utilizzate in ambito scolastico al fine di trasmettere grandi messaggi educativi.
Volendo poi favorire, soprattutto se la platea di riferimento è più grandicella, l’appropriazione del messaggio raccontato, piuttosto che inserire una morale evidente nell’epilogo, è preferibile riflettere con loro sulla storia muovendoli a chiedersi: cosa dice questa storia a me?
Gli animatori, nascosti dal teatrino, non possono osservare cosa fanno i bimbi durante lo spettacolo ma i genitori che assistono alle scene, possono invece diventare facilitatori della comprensione, laddove questa risulti complessa o non proprio idonea all’età del bambino che ci è accanto. E’ un modo per entrare in relazione con lui e per carpire cosa sta avvenendo nella sua mente di fronte a quella narrazione. Con i più grandi, le trame più complesse, risultano più gradite ed anche un linguaggio che non sia corredato da infantilismi. Si appassioneranno maggiormente. All’esatto contrario, laddove il target che ci si ritrova avanti, è composto da bimbi piccini, è bene usare parole semplici, un lessico più contenuto e soprattutto suoni che aiutino il bimbo ad identificarsi nel personaggio; dei ghigni, delle risate robuste, dei lamenti. Tutto quello che può essere riconosciuto facilmente nel suo modo di dialogare con gli altri ed in particolare con i propri genitori.
Il piccolo infatti deve riuscire a comprendere la storia narrata attraverso il dialogo e poterla raccontare a sua volta, a casa, a chiunque voglia. Magari soffermandosi su ciò che lo ha colpito in modo particolare. Da quel dettaglio, da quella osservazione attenta, nascerà la voglia di cimentarsi e di riproporre il tutto, al proprio pubblico, ai propri amici o ai propri familiari, anche se personalizzando la trama.
Un modo pratico e veloce per apprendere ed interiorizzare. Avere in casa un teatrino, anche uno mobile e pieghevole, darà spunti veloci ai bimbi in casa, per esprimere ciò che pensano e soprattutto ciò che non riescono a dire con sicurezza. Troveranno il modo di farlo attraverso le parole usare da un personaggio proposto e sarà occasione di incontro o dibattito a casa. Anche l’autostima sarà accresciuta al termine di uno spettacolino improvvisato per gli ospiti o per i genitori; la capacità di aver portato a termine il racconto di una storiella e di averla presentata attraverso marionette o burattini, li farà sentire grandi e importanti. Ovviamente toccherà agli adulti incoraggiare i momenti vuoti con applausi e piccolissimi suggerimenti dettati dall’emozione o dalla timidezza che avrà preso il sopravvento. Mai bloccare lo spettacolo, però. O concluderlo se il bambino non vuole. Pazientare invece affinchè il piccolo trovi nuova grinta e altra dose di immaginazione per portarlo a compimento, come meglio crede.





